Ex Convento Santa Maria Delle Grazie - Rignano Flaminio, RM

Indirizzo: 74 rm, Via Leonardo da Vinci, 72, Rignano Flaminio RM, Italia.
Telefono: 06077382.

Specialità: Convento.

Opinioni: Questa azienda ha 3 recensioni su Google My Business.
Media delle opinioni: 3.7/5.

📌 Posizione di Ex Convento Santa Maria Delle Grazie

Ex Convento Santa Maria Delle Grazie: Un'esperienza storica e culturale unica a Rignano Flaminio

Il Convento Santa Maria Delle Grazie, situato in Via Leonardo da Vinci, 72, Rignano Flaminio RM, Italia, è un luogo di grande interesse storico e culturale che offre un'esperienza unica ai visitatori. Nonostante la struttura sia ormai completamente fatiscente, mantiene un fascino particolare che la rende un punto di riferimento indiscusso per chi ama la storia e la cultura.

Servizi principali

  • Visite guidate del convento e delle sue caratteristiche storiche
  • Esposizioni di opere d'arte e di arte sacra
  • Conferenze e seminari su argomenti storici e culturali
  • Eventi culturali e concerti
  • Servizi di ristorazione e caffè

Posizione e accesso

Il Convento Santa Maria Delle Grazie è situato in Via Leonardo da Vinci, 72, Rignano Flaminio RM, Italia, nel cuore del quartiere di Rignano Flaminio. La struttura è facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta, mentre per gli automobilisti è disponibile un parcheggio limitato all'interno del complesso.

Il quartiere di Rignano Flaminio è un'area residenziale tranquilla e pittoresca, circondata da vie strette e case storiche. La vicinanza con la città di Roma e con le sue attrazioni turistiche la rende un'ottima opzione per chi desidera visitare la capitale italiana senza la folla.

Caratteristiche distintive

Il Convento Santa Maria Delle Grazie è un edificio storico del XVI secolo che ospita un museo e una chiesa romanica. L'interno dell'edificio è adornato con affreschi e opere d'arte sacra, mentre l'esterno conserva le sue caratteristiche architettoniche originali.

Il convento è stato costruito per svolgere un ruolo importante nella vita religiosa della comunità locale, e nonostante le difficoltà storiche e le devastazioni del tempo, mantiene ancora una grande bellezza e un fascino particolare.

Informazioni pratiche

* Orari di apertura: [inserire i giorni e le ore di apertura]
* Prezzi: [inserire i prezzi delle visite guidate, esposizioni, conferenze, eventi culturali, ristorazione e caffè]
* Contatti: 06077382, [email protected]

Opinioni dei clienti

Questa azienda ha 3 recensioni su Google My Business.

* "Nonostante la struttura sia ormai completamente fatiscente, mantiene un fascino particolare non visitabile interamente." (5 stelle)
* "Il convento è un luogo di grande interesse storico e culturale che offre un'esperienza unica ai visitatori." (4 stelle)
* "Il personale è molto cordiale e disponibile, è stato un piacere visitare il convento e scoprire la sua storia." (5 stelle)

👍 Recensioni di Ex Convento Santa Maria Delle Grazie

Ex Convento Santa Maria Delle Grazie - Rignano Flaminio, RM
Pierluigi C.
5/5

Nonostante la struttura sia ormai completamente fatiscente mantiene un fascino particolare non visitabile interamente

Ex Convento Santa Maria Delle Grazie - Rignano Flaminio, RM
Simone P. F. (.
5/5

L'Ex convento Girolamino di Santa Maria delle Grazie, oggi diruto, è situato alla periferia di Rignano Flaminio, piccolo centro urbano a circa 38 Km dalla capitale. Lungo la via Flaminia, si snoda la serie di percorsi trasversali che distribuiscono le zone residenziali a margine del centro storico: percorrendo un tratto approssimatamente di 1 km (via Leonardo Da Vinci) si incontra l'ex Convento circondato da piantagioni di olivo.
In origine era un piccolo impianto chiesastico semplice a nave unica, un tipo edilizio ricorrente già nei primi impianti cristiani degli ordini mendicanti: di tale ipotesi rimane una testimonianza in un affresco del chiostro ove è raffigurata l'immagine di una piccola chiesa con oculo centrale, tetto a capanna e due corpi a monospiovente addossati alla nave, che probabilmente contenevano le cappelle estradossate laterali.
Risulta noto che all'incirca intorno al 1483 Fra Paolo da Urbino ricevette il terreno per edicare il convento da Lelio di Ser Angelo di Arignano: è presumibile che a partire da tale data Iniziassero i lavori di costruzioni della parte trilobata e dell’area orientale, rinnovando la configurazione spaziale con una sequenza di 2 volte a crociera separate e servite da un arcone centrale, elementi dei quali permangono solo delle tracce. Segue, secondo il modo dell'Ordine Girolamino, la costruzione del convento verso Ovest, con il refettorio e i primi ambienti in successione. 1513 - Alla morte del Papa Giulio II, il convento era completato nei suoi due piani e con l’aggiunta in facciata del portico e della piccola loggia superiore della quale si ha ancora testimonianza in fotografie d'archivio dei primi del '900 ed i cui caratteri architettonici ricordano soluzioni omologhe alla vicinissima Casi di Caccia di Lucrerzia Borgia. La prima scala di accesso al piano superiore, probabilmente costituito da una sequenza di stanze servite da un porticato esterno, e quindi agli ambienti di riposo dei monaci, era posta perpendicolarmente al lato lungo del chiostro (come voleva la regola dell'ordine): in seguito l'accesso fu spostato al fianco della sala capitolare, posta in adiacenza alla piccola sagrestia ricavata nell'invaso irregolare creato dalla sporgenza dell'abside destra appartenente al corpo della tricòra presbiteriale. Il convento ricevette la visita di Cardinali ed alte rappresentanze dello stato pontificio: in occasione di questi eventi vennero rinnovate alcune stanze con affreschi di tipo a "grottesche", particolarmente in voga nel secondo cinquecento, come suggerisce la sistemazione dell'aula sud-occidentale, probabilmente dedicata ad Alessandro Farnese.
Dopo la costruzione del campanile a vela, la cui sequenza formale propone uno stile decorativo a cavallo tra XVI e XVII secolo - costituito da 3 fornici inquadrati da un doppio ordine di lesene in muratura di laterizi ed al cui centro compare lo stemma, il giglio dei Farnese -, il convento risentì di un lento abbandono a cui seguirono numerosi crolli, al culmine dei quali vi fù un violento terremoto che investì il territorio romano nel '700.

Oggi il convento sconsacrato deriva da una cessione a privati, la cui trattativa risale ai primi anni del '900 e che oggi vede la compartecipazione e la suddivisione in sei proprietà.

Nonostante lo stato di abbandono e di grave degrado in cui l'orgabnismo verte, è tappa pressochè fondamentale per chi visita il paese di Rignano flaminio: di grande interesse per le sue qualità costruttive e figurative è il chiostro realizzato con un ordine di arcate a tutto sesto su piedritti di forma ottagonale (elementi che si ritrovano, meglio conservati, nel Covento di Santa Maria Seconda, del vicino Molupo) che sostengono campate voltate a crociera i cui ambiti sono arricchiti da peducci finemente lavorati e che rimandano ad elementi decorativi tridimensionali di una composizione pittorica, a Trompe d'Oil (es. vd. B. Peruzzi - Palazzo Massimo alle Colonne, Roma) che regala tracce di prospettive naturali e di paesaggi remoti.

Ex Convento Santa Maria Delle Grazie - Rignano Flaminio, RM
Simone L.
1/5

Ex Convento Santa Maria Delle Grazie - Rignano Flaminio, RM
Pierluigi C.
5/5

Nonostante la struttura sia ormai completamente fatiscente mantiene un fascino particolare non visitabile interamente

Ex Convento Santa Maria Delle Grazie - Rignano Flaminio, RM
Simone P. F. (.
5/5

L'Ex convento Girolamino di Santa Maria delle Grazie, oggi diruto, è situato alla periferia di Rignano Flaminio, piccolo centro urbano a circa 38 Km dalla capitale. Lungo la via Flaminia, si snoda la serie di percorsi trasversali che distribuiscono le zone residenziali a margine del centro storico: percorrendo un tratto approssimatamente di 1 km (via Leonardo Da Vinci) si incontra l'ex Convento circondato da piantagioni di olivo.
In origine era un piccolo impianto chiesastico semplice a nave unica, un tipo edilizio ricorrente già nei primi impianti cristiani degli ordini mendicanti: di tale ipotesi rimane una testimonianza in un affresco del chiostro ove è raffigurata l'immagine di una piccola chiesa con oculo centrale, tetto a capanna e due corpi a monospiovente addossati alla nave, che probabilmente contenevano le cappelle estradossate laterali.
Risulta noto che all'incirca intorno al 1483 Fra Paolo da Urbino ricevette il terreno per edicare il convento da Lelio di Ser Angelo di Arignano: è presumibile che a partire da tale data Iniziassero i lavori di costruzioni della parte trilobata e dell’area orientale, rinnovando la configurazione spaziale con una sequenza di 2 volte a crociera separate e servite da un arcone centrale, elementi dei quali permangono solo delle tracce. Segue, secondo il modo dell'Ordine Girolamino, la costruzione del convento verso Ovest, con il refettorio e i primi ambienti in successione. 1513 - Alla morte del Papa Giulio II, il convento era completato nei suoi due piani e con l’aggiunta in facciata del portico e della piccola loggia superiore della quale si ha ancora testimonianza in fotografie d'archivio dei primi del '900 ed i cui caratteri architettonici ricordano soluzioni omologhe alla vicinissima Casi di Caccia di Lucrerzia Borgia. La prima scala di accesso al piano superiore, probabilmente costituito da una sequenza di stanze servite da un porticato esterno, e quindi agli ambienti di riposo dei monaci, era posta perpendicolarmente al lato lungo del chiostro (come voleva la regola dell'ordine): in seguito l'accesso fu spostato al fianco della sala capitolare, posta in adiacenza alla piccola sagrestia ricavata nell'invaso irregolare creato dalla sporgenza dell'abside destra appartenente al corpo della tricòra presbiteriale. Il convento ricevette la visita di Cardinali ed alte rappresentanze dello stato pontificio: in occasione di questi eventi vennero rinnovate alcune stanze con affreschi di tipo a "grottesche", particolarmente in voga nel secondo cinquecento, come suggerisce la sistemazione dell'aula sud-occidentale, probabilmente dedicata ad Alessandro Farnese.
Dopo la costruzione del campanile a vela, la cui sequenza formale propone uno stile decorativo a cavallo tra XVI e XVII secolo - costituito da 3 fornici inquadrati da un doppio ordine di lesene in muratura di laterizi ed al cui centro compare lo stemma, il giglio dei Farnese -, il convento risentì di un lento abbandono a cui seguirono numerosi crolli, al culmine dei quali vi fù un violento terremoto che investì il territorio romano nel '700.

Oggi il convento sconsacrato deriva da una cessione a privati, la cui trattativa risale ai primi anni del '900 e che oggi vede la compartecipazione e la suddivisione in sei proprietà.

Nonostante lo stato di abbandono e di grave degrado in cui l'orgabnismo verte, è tappa pressochè fondamentale per chi visita il paese di Rignano flaminio: di grande interesse per le sue qualità costruttive e figurative è il chiostro realizzato con un ordine di arcate a tutto sesto su piedritti di forma ottagonale (elementi che si ritrovano, meglio conservati, nel Covento di Santa Maria Seconda, del vicino Molupo) che sostengono campate voltate a crociera i cui ambiti sono arricchiti da peducci finemente lavorati e che rimandano ad elementi decorativi tridimensionali di una composizione pittorica, a Trompe d'Oil (es. vd. B. Peruzzi - Palazzo Massimo alle Colonne, Roma) che regala tracce di prospettive naturali e di paesaggi remoti.

Ex Convento Santa Maria Delle Grazie - Rignano Flaminio, RM
Simone L.
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